CITTÀ DI
CASTELLO
Una proposta di visual identity per Città di Castello, costruita attorno al rapporto culturale della città con Alberto Burri. Il progetto traduce forme presenti nelle sue opere in un segno civico, un alfabeto custom e un linguaggio visivo flessibile.
CASTELLO
LA CITTÀ COME
PUNTO DI PARTENZA.
Il progetto nasce da una domanda semplice: come può una città essere tradotta in una visual identity riconoscibile? L’obiettivo era creare un sistema condiviso capace di collegare istituzioni, cultura e comunicazione pubblica attraverso un unico linguaggio coerente.
Invece di progettare un singolo logo, la proposta sviluppa un sistema visivo capace di adattarsi ai diversi ambiti della comunicazione cittadina mantenendo continuità e riconoscibilità.
PUÒ L’IDENTITÀ DI UNA CITTÀ
NASCERE DALLE FORME
DELLA SUA CULTURA?
La proposta parte dall’idea di costruire un linguaggio visivo a partire dal patrimonio artistico di Città di Castello. Il progetto prende forma dal rapporto tra la città e Alberto Burri, trasformando questa connessione nel punto di partenza dell’identità.
Le opere di Burri non vengono trattate semplicemente come riferimenti estetici, ma come un archivio di forme. Frammenti, curve, tagli e geometrie vengono isolati dalle composizioni originali, semplificati e reinterpretati fino a diventare elementi tipografici. L’opera diventa materiale di design.
UN LINGUAGGIO,
NON SOLO UN LOGO.
Il segno si espande in una famiglia di configurazioni pensate per diversi ambiti della comunicazione civica, collegando Comune, patrimonio culturale e servizi pubblici attraverso lo stesso linguaggio visivo.
Invece di funzionare come identità separate, ogni configurazione rimane parte di un unico sistema riconoscibile costruito attorno all’acronimo CDC.
CDC Regular estende lo stesso processo a un alfabeto visivo di 21 maiuscole. Ogni carattere nasce da una forma isolata dall’opera di Burri, poi semplificata e trasformata in glifo mantenendo un rapporto visibile con la composizione originale.
Il risultato è un sistema tipografico in cui il patrimonio artistico della città diventa uno strumento attivo per la comunicazione contemporanea.
Prova CDC Regular
Un alfabeto display sperimentale di Filippo Mantini. Questa prima versione comprende le 21 maiuscole italiane, spazio, punto, virgola e apostrofo.
Caricamento dell’anteprima…
Il typeface Butler completa il sistema come carattere secondario. La sua struttura serif crea un contrasto intenzionale con le forme irregolari ed espressive di CDC Regular, definendo una gerarchia più istituzionale per testi, informazioni e comunicazione ufficiale.
Insieme, i due typeface permettono all’identità di muoversi tra espressione e funzione mantenendo una voce visiva coerente.
La palette unisce il patrimonio artistico e istituzionale della città. I colori vengono estratti e reinterpretati dalle opere di Alberto Burri, creando un sistema essenziale costruito attorno a rosso, nero e un fondo off-white.
#9A1E13 è il colore distintivo dell’identità, mentre #242321 dà profondità e contrasto. #EFEDEE viene utilizzato principalmente come sfondo e contrappunto neutro all’interno del sistema.
CDC.
DAL SISTEMA
ALL’USO.
L’identità passa dal sistema grafico alla comunicazione istituzionale quotidiana. Tra materiali stampati e applicazioni fisiche, lo stesso linguaggio visivo rimane riconoscibile adattandosi a formati e funzioni differenti.
Invece di ripetere una composizione fissa, le applicazioni mostrano come il segno, CDC Regular e il sistema cromatico possano cambiare scala e gerarchia senza perdere il rapporto con la città.
CREDITI / PROGETTO
- Identità visiva e sistema grafico
- Filippo Mantini
- Disegno del carattere CDC Regular
- Filippo Mantini
- Contesto
- Proposta indipendente di identità per Città di Castello